Cosa sono gli Archetipi Guida

Esistono linguaggi comprensibili ad ogni latitudine e in ogni epoca: sono i linguaggi degli archetipi. Sono i linguaggi di quei punti di riferimento universali che, prima Jung e poi Hillman, hanno interpretato come assiomi inconsci di qualsivoglia modello psicologico.

La consapevolezza è il risultato del dialogo tra questi linguaggi.

Il linguaggio dell’Istinto, il linguaggio delle Emozioni, il linguaggio della Conoscenza, il linguaggio della Saggezza, il linguaggio del Potere, il linguaggio della Rappresentazione, il linguaggio dello Spirito, condensano nella loro grammatica l’intera architettura del Sé, esprimono nella loro sintassi la logica di funzionamento della sua complessità; narrano, nel loro mescolarsi, la sua mitologia.

Ogni singola individualità condensa la sua complessità psico-antropologica in 7 Archetipi Guida: Il Cacciatore, L’Amante, Il Guerriero, Il Saggio, Il Capo Tribù, L’Artista, Lo Sciamano, che sono i “generatori” di questi linguaggi. Gli Archetipi Guida, interagendo tra loro, determinano lo stato delle cose, il modo di essere e di funzionare individualmente, collettivamente, politicamente, nella relazione.


Gli Archetipi Guida in 3 punti:


1 - Il modello degli Archetipi Guida è un tentativo di definire un sistema di “immagini assiomatiche”, di simboli archetipici, sintetici e rappresentativi della complessità del Sé per come esso si è formato ipoteticamente fin dagli albori della coscienza, dalla nascita dell’Uomo. Sono dunque, in primo luogo, la rappresentazione di un Sé antropologico.


2 - Gli Archetipi Guida rappresentano 7 funzioni irrinunciabili del Sé, raffigurati simbolicamente da altrettante immagini / entità. Ognuno di loro ha in “gestione” un territorio del Sé, e ognuno di loro, secondo le circostanze, i bisogni, i contesti, i periodi della vita, prende la guida del sistema, detta in qualche modo le regole, diventa l’espressione di maggiore pertinenza funzionale rispetto agli altri Archetipi. Sono dunque, in secondo luogo, l’espressione di una “geografia sistemica” del Sé, della sua mappa  profonda.


3 - Attraverso la loro potenza evocativa, sollecitata con specifiche tecniche di lavoro, gli Archetipi Guida aggirano le difese razionali dell’Io, ponendoci dolcemente in contatto con la dimensione più inconscia del nostro Sé. Sono dunque, in terzo luogo,  l’espressione di un potente strumento di consapevolezza e di cambiamento, per la comprensione di  Sé e della natura umana.


IL CACCIATORE   -   PAROLE CHIAVE: sopravvivenza, protezione

Il Cacciatore si occupa delle funzioni legate alla ricerca dei legami (con le cose, le persone, i luoghi...) finalizzati, direttamente o indirettamente alla sopravvivenza del Sé, e quindi, in primis, alla dimensione ancestrale della ricerca del nutrimento, e, più in generale, della soddisfazione dei bisogni primari/fondamentali. Comprende le funzioni che l’Es ha ne modello psicanalitico. L’energia caratteristica del Cacciatore è l’aggressività, spesso necessaria per prendere/predare quello che serve alla sopravvivenza e allo sviluppo del Sé, o anche per proteggere i territori di caccia, la preda, il nucleo riproduttivo di appartenenza. Insieme all’Amante è uno dei due archetipi primari, quello che incarna il “maschile” e dal quale deriva la logica patriarcale. Il substrato neurale dell’archetipo del cacciatore è il cervello rettiliano (la parte più antica dell’encefalo) che secondo la teoria del Cervello Trino di Paul D. MacLean, é legato ai bisogni e agli istinti innati; gli operatori rettiliani hanno a che vedere con la capacità prassica, sessuale, territoriale, gerarchica, temporale, sequenziale, spaziale e semiotica (tutte caratteristiche che sono necessarie alla “caccia”).


L’AMANTE   -   PAROLE CHIAVE: sensorialità, sensibilità, cura

L’Amante esprime le funzioni legate al corpo e alla corporeità, e dunque anche al sistema delle emozioni, dei sentimenti, della percezione sensoriale. La dimensione energetica dell’Amante è l’eros, necessario a costruire il desiderio, la riproduzione, la cura. Attraverso l’Eros si alimenta anche la percezione sensoriale, la sensibilità percettiva. In questa dimensione somatica, l’Amante accumula e stratifica le emozioni, così come i traumi fisici ed emozionali. l’Amante è dunque sensibile al carico e al sovraccarico delle esperienze emotive, ed è responsabile della loro trasformazione in risorsa piuttosto che in causa di disagio per il sistema del Sé. Ha dunque un ruolo centrale nel sistema di bio-feedback che genera le malattie e le guarigioni. Insieme al Cacciatore è uno dei due archetipi primari, quello che incarna il “femminile” e dal quale deriva la logica matriarcale. Il substrato neurale di afferenza dell’archetipo dell’Amante è nel Sistema Limbico (caratteristico dei mammiferi), che, secondo la teoria di Paul MacLean, agisce sull’emotività dell'individuo e contiene prevalentemente operatori emozionali: paura e fobie, cura della prole, richiamo materno, innamoramento, approccio ludico.

IL CAPO TRIBU’   -   PAROLE CHIAVE: leadership, comando, guida.

Il Capo Tribù esprime le funzioni legate alle decisioni, al comando, al coordinamento, alla definizione della regola intesa come “pensiero dominante” del Sé. È, per definizione, il punto di riferimento del Sé, la testa del sistema. Comprende le funzioni che l’Io ha nel modello psicanalitico. Il Capo Tribù si esprime col dare voce al Sé, esserne guida, farsi portavoce dell’intero sistema del Sé, attraverso la dimensione comunicativa, intesa anche come credibilità, capacità di convincimento, capacità e forza di espressione. Nell’ambito della vita sociale le sue caratteristiche influenzano la predisposizione alla leadership, la dipendenza o l’indipendenza di pensiero, la capacità di influenzare il gruppo. In ambito intrapsichico attiene alla capacità di prendere le decisioni, di essere centrato, di sapere discriminare e scegliere, di avere un pensiero originale, di elaborare opinioni personali.

IL GUERRIERO  -   PAROLE CHIAVE: conoscenza, saperi, informazione

L’Archetipo del Guerriero esprime le funzioni del Sé legate alla Conoscenza intesa anche come informazione, sistema dei Saperi e delle competenze, sistema delle delle abilità e delle capacità. I compiti del Guerriero sono legati all’assimilare, digerire e trasformare gli stimoli e le esperienze e soprattutto le informazioni e i dati, in metodo, in conoscenza. Nelle sue funzioni il guerriero può esprimere aggressività che può essere legata alle difficoltà incontrate nel “digerire” ed elaborare le informazioni in una forma utile, o alla necessità di difendere dall’esterno la conoscenza conquistata, condizione necessaria all’evoluzione del Sé. (Problemi in queste dinamiche danno origine a somatizzazioni allo stomaco, al sistema digestivo). Si può immaginare l’archetipo del guerriero incarnato nel mito dei Cavalieri del Sacro Graal, difensori della conoscenza per eccellenza. Le “Guerre Sante” (a vario titolo) sono l’espressione tipica delle funzioni di questo archetipo, sia che le consideriamo a livello individuale, che a livello sociale. Il substrato neurale dell’archetipo del Guerriero é la neocorteccia, la parte del cervello più nuova e anche più estesa nell’uomo, sede del linguaggio e delle abilità che permettono di affrontare situazioni nuove.


IL GIUDICE    -   PAROLE CHIAVE: valori, saggezza, giustizia

L’archetipo del Saggio presiede alle funzioni dei valori fondamentali del Sé, il Sistema di valori che regola l’intero sistema del Sé. L’archetipo del Saggio si occupa di amministrare i territori che possiamo definire come saggezza, giustizia, morale, etica, giudizio. Comprende le funzioni che il Super Io ha nel modello psicanalitico. Il Saggio svolge la funzione di “Grande Consigliere”, elabora e sintetizza i criteri etici di funzionamento, e si trasforma in valutatore e giudice quando le circostanze impongono scelte e decisioni. I problemi in quest’area danno origine a somatizzazioni riguardanti il sistema immunitario e il sistema respiratorio


L’ARTISTA   -   PAROLE CHIAVE: identità, ruolo, rappresentazione

L’archetipo dell’Artista gestisce la funzione della Rappresentazione del Sé, dei tanti copioni che il Sé è chiamato ad interpretare, delle molteplici forme di espressione che il Sé può esprimere nel darsi una forma. Questa funzione racchiude la dimensione dell’identità, da intendersi non come univoca e stabile ma dinamica, nel senso proprio dell’Artista, lasciando spazio alle “diverse identità” che possiamo assumere nelle diverse circostanze. Il compito dell’Artista, nel senso positivo sta proprio nell’apparire oltre qualsiasi apparenza, essere in grado di adattarsi, percependo la realtà esterna in tutte le sue sfaccettature e giocando la migliore identità possibile tra quelle a sua disposizione, per essere riconosciuto e, allo stesso tempo giocare un ruolo pertinente e coerente al Sé.


LO SCIAMANO   -   PAROLE CHIAVE: sensibilità superiore, connessione con l’altrove

L’archetipo dello Sciamano esercita le funzioni legate alla capacità di percepire informazioni esterne al sistema del Sé, più direttamente che non gli altri archetipi. Possiamo sintetizzare queste funzione nella dimensione della “guarigione”, della “visione profetica”, della “rinascita”, del “destino”. Esprime la sua funzione attraverso una sensibilità estrema, di natura quasi estranea allo stato normale di coscienza, attraverso la quale riesce a cogliere quei segnali che sono elementi di una dimensione spazio-temporale che va oltre lo stesso Sé in una connessione con l’universo, con l’inconscio collettivo, con il passato, con il presente, con il futuro.


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